La collezione di monete arabe dei Musei Capitolini. Storia e materiali more

published in B. Callegher-A. D'Ottone (eds.); The 2nd Simone Assemani Symposium on Islamic Coins, Trieste, EUT, 2010 (Polymnia. Numismatica antica e medievale, 1), pp. 258-274.

THE 2nd SIMONE ASSEMANI SYMPOSIUM ON ISLAMIC COINS Edited by Bruno Callegher and Arianna D'Ottone EUT Trieste 2010 ARIANNA D'OTTONE la collezione di monete arabe dei musei capitolini Storia e materiali** La Collezione Alia fine dell'Ottocento i Musei Capitolini entrarono in possesso della collezione numismatica di Ludovico Stanzani, architetto originario di Roma ma vissuto in Russia, dove mori, nella citta di Kiev, nel 18721. La raccolta che porta il suo nome, composta da poco piu di 9.000 pezzi antichi, medievali e moderni, tra cui monete di epoca romana e bizantina in argento e bronzo, * Universita "La Sapienza" di Roma ** Grazie al Nicholas Lowick Grant, assegnatomi nel 2006 dalla Royal Numismatic Society, ho potuto svolgere parte delle ricerche effettuate per questo intervento presso il Kunglinge Myntkabinettet di Stoccolma di cui ringrazio il Direttore, I. Wisehn, e tutto il suo staff, per l'accoglienza ricevuta. In particolare a Gert Rispling va la mia piu profonda e sincera gratitudine per la ricchezza di conoscenze di cui mi ha messo a parte e per il tempo che mi ha dedicate 1 Sulla presenza di artisti italiani, in particolare architetti, in Russia, cf. Lo Gatto E., Gli artisti italiani in Russia, Milano, Scheiwiller, 4 voll., 1990-1994, vol. I: Gli architetti a Mosca e nelle province, pp. 107-120, 131-134; vol. Ill: Gli architetti del secolo XIX a Pietroburgo e nelle tenute imperiali, pp- 124-137 (1 ed. Roma, Libreria dello Stato, 1932-1943, 3 voll). Sfortunatamente il nome di Ludovico Stanzani non compare nel prezioso elenco biografico stilato da Lo Gatto; per gettare luce sulla biografia di Stanzani, che avrebbe forse potuto conoscere gli architetti Beretti - attivi a nello stesso periodo, sarebbero opportune approfondite ricerche d'archivio. monete russe, polacche, svedesi e tedesche2, comprende anche un consistente nucleo, poco meno della meta degli esemplari, di monete cosiddette 'orientali...in argento e in rame', pur non mancando, a una prima ricognizione dei materiali, alcuni pezzi in oro. La catalogazione e lo studio degli esemplari orientali, arabi in particolare, della raccolta Stanzani, ha avuto inizio nel 2003 in occasione della riapertura del Medagliere capitolino. Se e vero che i materiali Stanzani hanno dovuto attendere piu di un secolo per attirare l'attenzione che meritano3, e tuttavia anche vero che all'epoca del loro arrivo a Roma l'interesse degli studiosi era concentrato sugli abbondanti ritrovamenti archeologici, e in particolare numismatici, provenienti dagli scavi connessi alia realizzazione del progetto di trasformazione di Roma in Capitale del regno4. Lo stesso interesse, a giudicare almeno dalle monete arabe che ho per il momento avuto modo di esaminare, deve aver animato, pur in un diverso contesto storico e geografico, Ludovico Stanzani o colui che gli forni il materiale della raccolta che porta il suo nome . Il XIX secolo fu infatti, in Russia e Scandinavia, il secolo d'oro per i cosiddetti ripostigli di epoca vichinga (Viking-Age Hoards) data la frequenza, senza precedenti, dei loro rinvenimenti - frequenza in parte dovuta, almeno nel territorio russo, all'espansione dei centri abitati e a estensivi dissodamenti 2 Cf. Perrone M., 2000: Medagliere Capitolino, in Musei Capitolini, Milano, Electa, pp. 126-129:127. 3 Cf. Travaini L, 2007: Moneta e storia nell'ltalia medievale, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, p. 18, n. 21, che sembra pero ignorare la pubblicazione del primo nucleo di dirham Stanzani - D'Ottone A., 2005: Un nucleo di dirham della Collezione Stanzani nel Medagliere Capitolino, «Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma» CVI, pp. 253-268 - e che non indica correttamente la consistenza della Collezione. 4 Illustrando il materiale numismatico rinvenuto a Roma in 18 anni di scavi, Serafini, nel 1891, scrive: «Aggiungo infine che il Municipio possiede ancora la collezione di n. 9251 monete principalmente orientali e medioevali pervenutegli per l'eredita Stanzani, la cui classificazione dottamente incominciata dal barone P.E. Visconti venne interrotta in seguito; quindi giace quasi tutta non ancora ordinata, e la parte esposta nel gabinetto Numismatico e per vero dire stata disposta senza un concetto ne pratico, ne scientifico non leggendovisi ne un nome, ne una data che possa far sapere al visitatore almeno a qual serie esse monete appartengano, e se non altro a quale epoca», Serafini C, Ritrovamenti numismatici, «Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma», serie IV - 1891, pp. 3-17 e taw. I-II: p. 12. 260 la collezione di monete arabe dei muse! capitolini agricoli5. Gia agli inizi dell'Ottocento il numero delle monete provenienti dai tesori ritrovati in questi territori ammontava a diverse migliaia. Il moltiplicarsi dei ritrovamenti determino, dunque, l'interesse per questo tipo di materiali cui vennero dedicati, in quel periodo, i primi, importanti studi numismatici. Non a caso, nel 1841, Christian Martin Fraehn (1782- 1851), il primo vero specialista russo di dirham6, pubblicava un Survey dei ritrovamenti di monete islamiche in Russia, subito seguito, nel 1846, da una seconda topografia di P.S. Savelev e, quindi, dagli studi di Tiesenhausen e C.J. Tornberg (1807-1877) incentrati sulle monete cufiche, per lo piu samanidi, presenti in grande quantita nei ritrovamenti scandinavi. Tuttavia la conoscenza dei rinvenimenti di tesori di epoca vichinga, per lo meno in Russia - terra d'adozione di Stanzani - e limitata da almeno due fattori, per altro piuttosto comuni: da un lato gli acquisti illegal!, destinati a collezioni private, gia denunciati nel corso del XIX secolo7 e, dall'altro, la non sistematica registrazione dei ritrovamenti stessi8. Sfortunatamente non ci sono documenti attestanti la provenienza degli esemplari della raccolta Stanzani. Data la loro tipologia, pero, l'evenienza che alcuni dei pezzi facenti parte della sua collezione provengano da ritrovamenti russi non sembra improbabile. Piu arduo, semmai, e determinare, in base ai dati noti, a quale dei molti ritrovamenti collegare gli esemplari Stanzani. Sempre che essi non siano, come pure accadeva e talvolta tuttora accade, frutto di acquisiti sul mercato antiquario. 5 Cf. Talvio t., 2005: Numismatics in the North of Europe: the Formative Years, in j.S. Jensen-t.N. Smekalova (eds.), The Numismatic Collections on the Baltic. From Coin Collections of the Sovereigns to National Research Institutions, St. Petersburg, Publishing House of the Polytechnical University, 2005 (Symposium in Znamenka, Petrodvorest, St. Petersburg, 21-25 October 2003), pp. 10-21:13. 6 Cf. Noonan Th., 1984/1985: Dirhams from Early Medieval Russia, «Journal of the Russian Numismatic Society» 17, pp. 8-12: 8. 7 Cf. talvio 2005: p. 16. 8 Cf. Kropotkin V., 1990: Bulgarian Tenth-Century Coins in Eastern Europe and Around the Baltic. Topography and Distribution Routes, in K. Jonsson-B. Maimer (eds.), Sigtuna Papers. Proceedings of the Sigtuna Symposium on Viking-Age Coinage 1-4 June 1989, London-Stockholm, Spink-Kungl- Vitterhets Historie och Antikvitets Akademien, 1990 (Commentationes de nummis saeculorum IX-XI in Suecia rpertis. Nova Series 6), pp.197-200:197b. arianna d'ottone 261 Quel che, invece, e stato finora scritto della storia della collezione, ovvero del suo arrivo ai Musei Capitolini, si fonda sui documenti conservati presso presso l'Archivio Storico Capitolino. Di recente ho pero avuto accesso anche all'Archivio della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Letteratura dei Virtuosi al Pantheon (d'ora in poi APAVP). Nata nel 1542 con la denominazione di Congregazione di San Giuseppe di Terrasanta, la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon - il cui Presidente e nominato dal Pontefice - e stata, infatti, l'erede universale dei beni del socio, Virtuoso corrispondente, Stanzani, e fu la depositaria, fino alia risoluzione del legato testamentario, della cassa contenente il Medagliere e le pietre preziose esplicitamente destinate al "Gabinetto archeologico di Roma". I documenti d'archivio custoditi daH'Accademia, la cui sede storica e ubicata, dal 1838, negli ambienti del piano attico del Pantheon9, aiutano a dettagliare lo svolgimento degli eventi finora noti talora fornendo particolari inediti10. Tra gli obiettivi della ricerca presso l'Archivio dei Virtuosi v'era anche l'auspicato rinvenimento dell'Inventario della collezione. Ora, non si sa se Stanzani possedesse un catalogo della raccolta di sua proprieta11, ma, a quanto si apprende, la commissione deputata all'esecuzione delle volonta testamentarie avrebbe approntato "un regolare inventario" degli oggetti racchiusi nella cassa contenente il Medagliere. Una copia di questo Inventario era stata spedita, unitamente a una distinta delle spese, all'Accademia dei Virtuosi. Senonche qui, pur trovandosi la distinta delle spese, la copia dell'Inventario non c'e, risultando per altro mancanti anche due foto di Stanzani e il suo album 9 Cf. Tiberia V., 2003: Premi pontifici. Continuita di un convincimento pedagogico da Gregorio XVI a Giovanni Paolo II, «Annali della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon», III, pp. 179-185: p. 180. 101 documenti rinvenuti nell'APAVP relativi al lascito Stanzani saranno pubblicati, a mia cura, in uno dei prossimi numeri degli Annali dell'Accademia. 11 ii materiale numismatico della Collezione e in parte corredato da note, cartellini e biglietti scritti in russo e, di quando in quando, in italiano e francese. Un gruppo di questi cartellini, relativo ai dirham cufici, risulta essere generalmente corretto riportando una numerazione progressiva, l'indicazione del nome dell'autorita emittente, il nome della zecca, l'anno di conio secondo il calendario dell'Egira e il corrispondente anno dell'evo volgare. 262 la collezione di monete arabe dei musei CAPITOLIN1 di architettura, anch'essi spediti a Roma dalla Russia, stante le comunicazioni epistolari del Generale Castiglia, Console italiano a Odessa. I MATERIAL!I UN SECONDO NUCLEO DI DIRHAM Proseguendo il lavoro di riordino e catalogazione del materiale orientale della raccolta, ho esaminato, dopo un primo, un secondo nucleo di esemplari cufici in argento. Di questo secondo nucleo, composto da 50 pezzi, potrebbero verosimilmente far parte alcune delle "49 monete d'argento cuffiche" contenute nella "saccoccia di tela" n. 18 di cui si parla nei documenti relativi all'apertura della cassa contenente le monete e alia sommaria catalogazione dei materiali della raccolta redatti dall'apposita commissione comunale12. Poiche nello studio del primo gruppo di 47 dirham diversi elementi hanno portato a riconoscervi un ripostiglio di 'epoca vichinga', o comunque pezzi provenienti da tesoretti analoghi, non e forse inutile ricordarli qui brevemente. Per quanto riguarda la distribuzione cronologica dei 47 esemplari del primo gruppo esaminato, il pezzo piu antico e piu recente risalgono rispettivamente al 158/774-5 e al 368/978-9. Il nucleo si inserisce cosi entro l'arco cronologico che va dalla seconda meta delPVIII secolo al 1015, periodo entro il quale sono stati depositati tutti i tesori di epoca vichinga ritrovati nel vasto territorio della Russia occidentale e della Scandinavia. Quanto alia composizione del nucleo, la prevalenza di dirham samanidi, che costituiscono 1'85% del gruppo, sarebbe tipica del secondo periodo (X-XI secolo) di importazione dei dirham in Russia e, specialmente, in Scandinavia13. 12 Archivio Storico Capitolino, Commissione Archeologica, Medagliere Stanzani, Cataloghi e minute dei cataloghi, quarta sessione: 17 settembre 1878. Il numero dei dirham cufici della Collezione Stanzani e dunque superiore ai 96 pezzi - 47 del primo nucleo e 49 del secondo - che risultano dai documenti della Commissione Archeologica. 13 Cf. Rispling G., 25.10.2007: Ninth-Century Dirham Hoards in Russia and the Baltic Region. A Report on Progress, p. 96. Le monete della dinastia samanide sono quelle piu ampiamente rappresentate nei ritrovamenti svedesi, cf. Hoven 1981: p. 120; Mitchiner M., 1987: Evidence for Viking-lslami Trade Provided by Samanid Silver Coinage, «East and West» 37, pp. 139-150; Kovalev R.R-, 2002: arianna d'ottone 263 Significativa, in particolare, la presenza di esemplari battuti a Balkh - zecca secondaria tra quelle attive nel territorio controllato dai Samanidi, ma il cui gettito era destinato quasi esclusivamente per i commerci con la Russia e il Nord Europa14. Il 97% dei tesori contenenti dirham battuti a Balkh e stato infatti rinvenuto nei territori della Russia Europea e del Mar Baltico15. In alcuni pezzi e stato inoltre possibile rilevare la presenza di graffiti di lettere runiche dal significato magico-propiziatorio16 e quella di test-marks come i nicks - di cui avro modo di parlare in seguito. Passando ora al secondo gruppo di 50 dirham di cui presento qui alcuni esemplari17, e possibile rilevare i seguenti elementi. Dal punto di vista della distribuzione cronologica (Fig. l) il gruppo copre un periodo di poco piu di due secoli: dal 139/756-57 al 370/980-81. Il picco negativo del ventennio 871- 890 rispecchia in modo coerente l'assoluta scarsezza di dati o persino la loro inesistenza, per questi decenni, gia rilevata in precedenti studi18 e segna una Dirham Mint Output ofSamanid Samarqand and its Connections to the Beginnings of Trade with Northern Europe (10th Century), «Histoire et Mesure [Monnaie et espace]» XVII, 3-4, p. 197-216: p. 198. 14 Sui beni - principalmente pellicce, schiavi e avorio fossile - scambiati con i dirham samanidi, cf. Noonan Th., 2000-2001: The Tenth-Century Trade of Volga Bulgharia with Sdmanid Central Asia, «Archivum Eurasiae Medii Aevi» 11, p. 167-194. 15 Cf. Noonan Th.S.-Kovalev R.K., 2002: The Dirham Output and Monetary Circulation of a Secondary Sdmanid Mint: A Case Study of Balkh, in Moneta Medievalis: Studia numizmatyczne I historyczne ofiarowane Profesorwi Stanislawovi Suchodolskiemu w 65. rocznice urodzin, Warszawa, Instytut Archeologii i Etnologii Polskiej Akademii Nauk, pp. 163-174:166-167. 16 In particolare si e potuto rilevare - D'Ottone 2005: p. 262, n. 34 - il graffito di una /F/ runica, cf. Hammarberg I.-Rispling G., 1985: Graffiterpa vikingatida mynt, «Hikuin» 11, pp. 63-78 e English Summary p. 329: 76-77, pi. 4 n. 103. Oltre che in tesoretti scandinavi, lettere runiche sono state riscontrate anche su alcune monete islamiche provenienti da ripostigli russi, cf. Under Welin U.S., 1955-56: Graffiti on Oriental Coins in Swedish Wiking Age Hoards, in «K. Humanistiska Vetenskapssamfundets I Lund Arsb erahelse» III, pp. 149-171, con bibliografia. 17 Una dettagliata schedatura di questo secondo nucleo di dirham della Collezione Stanzani apparira, a mia cura, in uno dei prossimi numeri del «Bullettino della Commissione Archeologica Comunale». 18 «Regrettably, while our data are reasonably good for 840s and 850s and exceptional for the 860s and 870s, they are non-existent for the period between c. 885 and c. 900. Very few dirham hoards seem to have been deposited in Russia during this time», Noonan Th.S., 1984: The 264 la collezione di monete arabe dei musei capitolini sorta di netto discrimine: la maggioranza degli esemplari (36 pz, ovvero il 73%) e datata ante 870 mentre il rimanente (14 pz, ovvero il 27%) si disloca in meno di un secolo (282/896-370/981); Quanto alia composizione regionale (Fig. 2)19, si rileva una buona percentuale di monete di provenienza iraqena (32%) seguite, a una certa distanza, dai pezzi battuti nelle regioni della Transoxiana (20%), del Nord dell'Iran (18%) e del Nord Africa (14%). Riguardo a quest'ultima provenienza e da notare, dal punto di vista cronologico, che su 6 esemplari nordafricani, tutti provenienti dalla zecca di al-'Abbdsiyya, 4 sono stati battuti nel decennio 771-78020. Sia il dato cronologico sia il dato relativo alia zecca di provenienza sono in linea con quelli rilevati nei piu antichi esemplari 'abbasidi di provenienza nordafricana trovati in Russia. Questi ultimi, infatti, sono emissioni degli anni Settanta del Settecento e provengono essenzialmente da un'unica zecca, quella, per l'appunto, di al-'Abbasiyya2\ Per quanto il numero di dirham nordafricani del secondo nucleo Stanzani non eguagli quello, spesso superiore alia meta delle monete, dei ripostigli nascosti in Russia prima dell'833 - d'altra parte va considerata l'eventualita che i dirham Stanzani possano non rappresentare che una parte di un piu ampio nucleo disperso oppure che essi abbiano fatto parte di un tesoro nascosto dopo questa data - il fatto che essi rientrino negli anni 775-795 non sarebbe casuale22. Proprio in quegli anni (166-178/782-795), si verificherebbe a Baghdad un decremento della produzione di monete d'argento. Secondo Thomas Noonan i dirham nordafricani sarebbero stati, dunque, un intenzionale ricambio a fronte della ridotta produzione di esemplari simili nella capitale iraqena. Dalle regioni centrali del califfato (Iraq e Iran) dove Regional Composition of ninth-Century Dirhams Hoards from European Russia, «The Numismatic Chronicle» 144, pp. 153-165:160. 19 Nel grafico della composizione regionale non sono stati inclusi gli esemplari d'imitazione. 201 due piu recenti riportano le date 16[6] (?)/782-83 (inv. 15503) e 17[l] (?)/787-8 (inv. 15547). 21 Noonan Th.S., 1980: When and How Dirhams Reached Russia. A Numismatic Critique of the Pirenne Theory, «Cahiers du monde russe et sovietique» 21, 3-4, pp. 401-469: 428-429. 22 Sulla provenienza dell'argento impiegato per alimentare l'ampio gettito della zecca di a\- 'Abbasiyya, cf. Fomin A., 1990: Silver of the Maghrib and Gold from Ghana at the End of the VlUth-IXth Centuries A.D., in K. Jonsson-B. Maimer (eds.), Sigtuna Papers, cit, pp. 69-75: 73-74. arianna d'ottone 265 circolavano liberamente e in numero accresciuto nel periodo indicato, i dirham nordafricani sarebbero stati successivamente esportati in Russia23. L'esemplare al-'Abbasiyya 156/773-4 (Fig. 3)24, il piu antico del gruppo, potrebbe trovare corrispondenza nel numero 24 del repertorio, ancora inedito, Lowick/Savage (L/S)25. Senonche il n. 24 di tale repertorio e attestato da due monete del British Museum che, pur presentando lo stesso numero di anelli26 dell'esemplare Stanzani, avrebbero una leggenda non altrettanto leggibile: al posto del bakh iniziale - nel campo del rovescio, in alto - Lowick/Savage riportano, infatti, un /?/. Minoritarie nella composizione regionale sono le aree del Sud del Caucaso, del Sud dell'Iran, del Caspio, del Khurasan e quella, estremo occidentale, della Spagna. Vale pero la pena soffermarsi su quest'ultima provenienza. La presenza, in questo secondo nucleo, di un dirham andaluso, al-Andalus 173/789-790 (Fig. 4)27, non manca di un certo interesse. I dirham andalusi, prodotti in un capo dell'Europa e depositati al capo opposto, sono talora presenti nei tesoretti di epoca vichinga ritrovati nell'Europa orientale (compresa la Russia). In questi tesori sono stati individuati due gruppi di dirham andalusi: a) quello delle emissioni pre-750, del califfato Omayyade; b) quello del periodo deU'Emirato degli Omayyadi in Spagna (756-1031). Il nostro esemplare, evidentemente, rientra nel secondo gruppo28. 23 Rispling G., 2007: Ninth-Century Dirham Hoards in Russia and the Baltic Region: A Report on Progress, draft 25.10. 2007, p. 99. 24 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15531: AR; g. 2,73; d. mm. 27; h. 11. D: la ilah ilia/ Allah wahdahu / la sank lahu. R: bakh / Mu/hammad / rasul / Allah / Yazid. 25 Lowick n., 1996 (stopped in press): Early 'Abbasid Coinage. A Type Corpus 132-218 H/AD 750-833, E. Savage (ed.), London, The British Museum, n. 24. 26 Sui possibili significati degli anelli/annukts e il variare del loro pattern anche in dirham della stessa zecca e dello stesso anno, cf. Lowick 1996 (stopped in press): p. xxii. 27 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15515: AR; g. 2,49; d. mm. 27; h. 2. Temp. Hisam (172- 180), D: la ilah ilia / Allah wahdahu / la sank lahu. R: Allah ahad Allah / al-samad lam yalid wa / lam yulad wa lamyakun/lahu kufu' ahad. 28 All'interno della periodizzazione della produzione monetaria nel periodo deU'Emirato Omayyade in Spagna recentemente proposta da Noonan e Kovalev, l'esemplare della collezione Stanzani rientra nel primo (764/65-804/05) dei quattro periodi individuati. Questo fu un periodo di produzione modesta ma regolare: nel corso dei 40 anni che abbraccia, la percentuale dei dirham emessi ogni anno non ha mai raggiunto 1*196, ma dirham di ogni anno sono presenti 266 la collezione di monete arabe dei musei capitolini Dagli studi dedicati alia produzione di dirham della Spagna omayyade29, condotti sulla base dei dati dei ripostigli della Russia e dell'Europa orientale dal 700 c.a al 1100 c.a, e noto che: 1) il numero degli esemplari andalusi provenienti da ripostigli di epoca vichinga e assai esiguo - essi non costituiscono che una piccola parte di un ristretto numero di ritrovamenti; 2) che il 90% dei dirham andalusi dell'Europa orientale proviene da ripostigli relativamenti grandi e, in qualche caso, grandissimi30; 3) che nei ripostigli dell'Europa orientale non sono attestati pezzi particolarmente rari - e infatti quello presentato non lo e; 4) che la stragrande maggioranza dei dirham andalusi datati tra il 720 e 1'820 provengono essenzialmente dalla Russia Europea e dal Caucaso31; 5) che 1*80% dei tesori che li contengono furono depositati alia meta del IX secolo. Passando alia composizione dinastica del gruppo (Fig. 5), e subito evidente la grande presenza di dirham 'abbasidi seguiti da altre 4 dinastie minori dal punto di vista quantitative, ovvero: Samanidi, Buyidi, Ziyaridi e Omayyadi di Spagna32. La presenza e il significato dei 6 esemplari d'imitazione saranno analizzati in seguito. nel campione alia base della ricerca. I dati provengono da un catalogo di ripostigli della Russia e dell'Europa orientale dal 700 c.a al 1100 c.a, realizzato dagli autori dello studio; cf. Noonan Th.S. - Kovalev R.K., 2000: The Dirham Output of the Spanish Umayyad Amirate, ca. 756-929, in Castro Hipolito et al. (eds.), Homenagem a Mario Gomes Marques, Sintra, Instituto de Sintra, pp. 253-260: 256. 29 Cf. Noonan Th.S., 1980: Andalusian Umayyad dirhams from Eastern Europe, «Acta Numismatica» 10, pp. 81-92. 30 Per avere una misura di grandezza e di una qualche utilita ricordare che il piu piccolo di questi ripostigli contava 38 pezzi mentre uno dei piu grandi - proveniente dalla Pomerania - era costituito da 9.000 monete e 3 kg di frammenti, cf. Noonan 1980, pp. 82 -83. Dati questi termini di riferimento, il nucleo di 49 esemplari Stanzani potrebbe verosimilmente essere parte di un piu ampio ritrovamento se non costituire un ritrovamento unico. 31 Sui dirham spagnoli ritrovati in Scandinavia, cf. Rispling G., dattiloscritto: A List of Early Kufic Coins from Spain Found in Scandinavia. 32 Per la media del numero di dinastie generalmente attestate nei ripostigli del IX secolo pari, nella seconda meta del secolo, a 4.9, cf. Noonan 1981: p. 68. arianna d ottone 267 La predominanza di dirham 'abbasidi e una delle principali caratteristiche dei ripostigli di IX secolo provenienti dalla Russia europea33. Tra i dirham 'abbasidi di questo secondo gruppo Stanzani riveste un certo interesse l'esemplare Madmct Bukhara 194/809-810 (Fig. 6)34 che attesta una variante non registrata in L/S. Il confronto e con i numeri L/S 2551-52. Nell'esemplare Stanzani si rileva: nel rovescio - la perlina sopra la fa di al-Fadl presente in L/S 2551-52 nel dritto - l'assenza della perlina, o forse una perlina poco chiara, sotto la ra di duriba (che si trova invece solo in L/S 2551) e una perlina sotto la kaf di sank, nell'ultima riga della leggenda nel campo del dritto (che pero manca in entrambi L/S 2551-52). Un secondo esemplare, sempre 'abbaside: Samarqand 209/824-25 (Fig.7)35, che riporta nel campo del rovescio, in basso, il nome del tahiride Talha b. Tahir (207-213/822-828), si distingue per essere non particolarmente comune36. Anche in questo secondo nucleo di dirham, come nel primo, e stata riscontrata la presenza di test-marks, nicks nella fattispecie - owero incisioni dalla forma di sottili linee della lunghezza di 2-5 mm realizzate sulla circonferenza della moneta per mezzo della punta di uno strumento affilato. Tali incisioni, finalizzate a saggiare la genuinita della moneta o la finezza del metallo, occorrono spesso nella prima ondata di monete islamiche del IX 33 Cf. NOONAN 1981: p. 68. 34 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15523: AR; g. 2,92; d. mm. 23; h. 9. Temp. al-Amln (193-198), D: la ilah ilia / Allah wahdahu / la sank lahu. R: lillah / Muhammad rasul Allah / mimma amarahu al-amir al-Ma'mun / wall'ahd al-muslimin / 'Abdallah b. Amir al-mu'minm / al-Fadl. 35 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15511: AR; g 2,86; d. mm 24; h. 9. al-Ma'mun (194- 218), D: Id ilah ilia / Allah wahdahu / la sank lahu. R: lillah / Muhammad rasul / Allah al-Ma'mun / khalifa' Allah/Talha. 36 Lowick/Savage ricordano solo l'esemplare della Khalili Collection di Londra, cf. L/S 2714. Tuttavia la recente edizione del volume della Sylloge di Tubinga dedicato all'Asia centrale ne riporta altri tre esemplari, cf. Sylloge Numorum Arabicorum Tubingen. Buhard/Samarqand XV a Mittelasien/Central Asia I, catalogued by M. Fedorov-B. Kocnev (t) - G. Kurbanov-M. Voegeli, Tubingen-Berlin, E. Wasmuth, 2008, pp. 66-67, n. 652-654. 268 la collezione Dl MONETE arabe DEI MUSEI CAPITOLINI secolo - essendo una caratteristica dei tesori nascosti non oltre 1'87037. Un nick e visibile nell'esemplare: Madlna' al-salam 157/773-74 (Fig. 8)38. Collegati in un primo tempo ai ripostigli scandinavi, i nicks, secondo piu recenti tesi costituirebbero piuttosto, secondo alcuni, una caratteristica dei ritrovamenti russi39, secondo altri una pratica eseguita in un primo tempo dagli Scandinavi e, successivamente, dai Russi40. Infine la questione delle monete di imitazione41. Le imitazioni coprono circa il 5-10% del totale delle monete cufiche provenienti dai tesori di epoca vichinga rinvenuti nell'Europa orientale e in Nord Europa, mentre sono rarissime in Medio Oriente42. Nel gruppo esaminato i 6 esemplari d'imitazione, identificati nel corso di una visita al Medagliere di Stoccolma e grazie all'esperienza di Gert Rispling, costituiscono il 12% del nucleo e sono riconducibili in parte ai Bulgari del Volga, in parte ai Khazari43. Nell'identificazione delle imitazioni vari fattori vanno considerati: quello ortografico, stilistico e cronologico e quello relativo alia sequenza dei com. L'esame e la corretta valutazione di tali fattori - che rivestono diversa significativita - permette di riconoscere gli esemplari di imitazione. 37 Cf. linder welin 1955-56: p. 151. 38 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15549: AR; g. 2,79; d. mm. 24; h. 9. D: la ilah ilia/Allah wahdahu/ldsariklahu. R: Muhammad/rasul / Allah / bakh bakh. Cf. L/S 1198. 39 Cf. Rispling G., dattiloscritto: Aspects of Monetary Circulation 800-1000 in the Caliphate and th Northern Lands, p. 5; 40 Cf. Duczko W., 2002: Test or Magic? Pecks on the Viking-Age Silver, in Moneta Medievalis, cit, pp- 193-208 e pi. 13. 41 Sulle imitazioni dell'Europa orientale di monete islamiche si veda il recente contributo di Rispling G., 2005: Osteuropaische Nachmungen Islamischer Miinzen, in T. Mayer (ed.), Sylloge der Miinzen des Kaukasus und Osteuropas in Orientalischen Miinzkabinett Jena bearbeitet von Tobias Mayer mit Beitrdgen von Stefan Heidemann und Gert Rispling, Wiesbaden, Harrassowitz (Orientalisches Miinzkabinett Jena l) pp. 172-225, con bibliografia. 42 Cf. Rispling G., 1990: The Volga Bulgarian Imitative Coinage of al-Amir Yaltawar ('Barman') and Mikail b.Jafar, in Jonsson K.-Malmer B. (eds.), Sigtuna Papers, cit., pp. 275-282: 275. 43 Sui Bulgari del Volga, cf. Hrbek i., 1960: Bulghar, in EL, n.e., Leiden, Brill, vol. i, pp. 1344b- 1348b; sui Khazari cf., Barthold W.-Golden P.B., 1978: Khazar, in £./., n.e., Leiden, Brill, vol. IV, pp. 1172a-118lb. ARIANNA DOTTONE 269 La natura d'imitazione della moneta pseudo-samanide che presento (Fig. 9) 44 e stata determinata in base all'esame della sequenza dei com, alia discrepanza delle date e alia scarsa leggibilita di queste ultime45. Attraverso la sequenza dei com, K 22 l/Rl46, il pezzo e stato identificato come Samarqand 2[l]8/833-34. Dal punto di vista cronologico risulta quindi chiara l'incongruenza con il nome del samanide Isma'Tl b. Ahmad, riportato sul rovescio, che ha regnato dal 279 al 295 H. (907-914 d.C). Il gap cronologico tra l'anno di conio e il regno del principe samanide e infatti superiore ai 5 anni. Quest'ultimo termine, 5 anni, e il limite massimo di discrepanza per esemplari autentici in cui e stato usato un vecchio conio e che rappresentano combinazioni 'oblique' in un senso - 5 anni prima dell'inizio del regno di un dato principe - o in un altro - 5 anni dopo la morte dello stesso principe47. Quanto agli artefici di questa imitazione pseudo-samanide essi debbono riconoscersi nei Bulgari del Volga48. Un esempio delle monete d'imitazione verosimilmente attribuibili ai Khazari lo fornisce, invece, un esemplare inedito: Samarqand 219/834-35 (Fig. 10) 49. Le monete d'imitazione khazare si caratterizzano, come in questo caso, per essere state prodotte in base a prototipi 'abbasidi dell'VIII-IX secolo e per presentare, talora, una faccia liscia50. Ancora a proposito di imitazioni vale la pena mostrare qui un'ulteriore tipologia della serie51. Si tratta di un'imitazione attribuibile ai Bulgari del Volga che, per coerenza, si aggiunge ai precedenti pezzi. 44 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15533: AR; g. 2,88; d. mm. 26; h. 5. D: la ilah ilia/Allah wahdahu / la sank lahu. R: lillah / Muhammad / rasul / Allah / l[smd'\l] b. Ahmad. Osservazioni: nel campo del rovescio, in basso, una lettera sin isolata. 45 Cf. Rispling G., 1982: Islamic Imitations. A Contribution on Account of the Publication of a Chaznawid/Samanid Mule, «Nordisk Numismatisk Arsskrift», pp. 27-40: 32,1 c. 46 La lettera /K/ indica il nesso con altri com. 47 Cf. Rispling 1982: p. 37. 48 Sulle imitazioni dei Bulgari del Volga, cf. Rispling 2005: pp. 188-207. 49 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15532: AR; g. 2,46; d. mm. 23; h. /. D: la ilah ilia/Allah wahdahu / la sank lahu. R: /. K 22. 50 Cf. Rispling 1982: p. 40, n. 35; Rispling 2005: pp. 176-187, in particolare pp. 180-181, n. 1409. 51 A giudicare dalla attuale disposizione delle monete nel Medagliere Capitolino, il pezzo in questione si poteva forse trovare nella stessa sacca numero 18 contenente gli esemplari cui si e fin qui fatto riferimento. 270 LA COLLEZIONE Dl MONETE ARABE DEI MUSEI CAPITOLINI A differenza delle altre monete d'imitazione pseudo-samanidi dei Bulgari del Volga, realizzate a partire da coni autentici, questo esemplare (Fig. n)52 presenta una leggenda pseudo-epigrafica che illustra la definizione di "moneta con iscrizioni composte di aste, di cerchi o di cerchi e aste"53. Quanto alia datazione, il pezzo puo essere attribuito all'ultimo quarto del III secolo dell'Egira (273-297 a.H./886/7-909/910 d.C.)54. CONCLUSIONI La catalogazione della Collezione Stanzani e appena agli inizi e gia e stato possibile riscontrarvi alcuni esemplari di una certa significativita. I due nuclei fino ad ora studiati rinviano, per molteplici dettagli, ai ben noti ripostigli di epoca vichinga rinvenuti nella Russia occidentale e in Scandinavia. In particolare la composizione di questo secondo nucleo di dirham sembra indicare, in modo relativamente coerente, una provenienza russa. Cosa, questa, che ben si accorda con la storia, ancora da scrivere, della collezione. Collezione che, ricordiamolo, ora a Roma, fu verosimilmente costituita in Russia alia meta dell'Ottocento. 52 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15510: AR; g 3,54; d. mm 25; h 12. K 80 2/R1. Czapkiewicz M.- Gupieniec A.- Kmietowicz A.. Kubiak W., 1964: Skarb monet arabskich z Klukowicz powiat Siemiatycze (le tresor des monnaies arabes trouuve a Klukowicze, district de Siemiatycze), Wroclaw, Zaklad Narodowy im. Ossoliriskich, Polskiej Akademii Nauk, p. 352, n. 921 e tav. VIII. 53 Cf. Czapkiewicz M., 1980: Some Remarks on Imitations of Arabic Dirhams from 8th to 10th Century based on the Examination of Coin Metal, in Gedai, I.-Biro-Sey, K. (eds.), Proceedings of the International Numismatic Symposium, Budapest, pp. 101-107:103, group c. 54 Czapkiewicz M. et al., 1964: p. 418. ARIANNA D OTTONE 271 Fig. 1. Composizione cronologica del secondo nucleo di 50 dirham 2% 2% 14% 32% ■ Iraq □ N. Iran ■ N. Africa □Transoxiana B S. Caucaso QS. Iran □Caspio □ Khurasan CI Spagna Fig. 2. Composizione regionale 272 LA COLLEZIONE DI MONETE ARABE DEI MUSEI CAPITOLINI Fig. 3. al-'Abbasiyya 156/772-73. Roma, Medagliere Capitolino Inv.15531. Archivio Fotografico dei Musei Capitolini Roma, Medagliere Capitolino Inv.15515. Archivio Fotografico dei Musei Capitolini Fig. 5. Composizione dinastica in percentuale ARIANNA D'OTTONE 273 Fig. 6. Madina* Bukhara, 194/809-810. Roma, Medagliere Capitolino Inv.15523. Archivio Fotografico dei Musei Capitolini Fig. 7. Samarqand, 209/824-25. Roma, Medagliere Capitolino Inv.15511. Archivio Fotografico dei Musei Capitolini Fig. 8. Medina* al-salam, 157/773-74. Roma, Medagliere Capitolino Inv. 15549. Archivio Fotografico dei Musei Capitolini 274 LA COLLEZIONE DI MONETE ARABE DEI MUSEI CAPITOLINI Fig. 9. Madina' Samarqand, 218/833-34. Roma, Medagliere Capitolino Inv.15533. Archivio Fotografico dei Musei Capitolini Fig. 11. [Bulgar] (?), fine III s. AH./inizi IX s. d.C. Roma, Medagliere Capitolino Inv.15510. Archivio Fotografico dei Musei Capitolini
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