La collezione di monete arabe dei Musei Capitolini. Storia e materiali morepublished in B. Callegher-A. D'Ottone (eds.); The 2nd Simone Assemani Symposium on Islamic Coins, Trieste, EUT, 2010 (Polymnia. Numismatica antica e medievale, 1), pp. 258-274. |
328 views |
Islamic Numismatics, History of Collecting, Islamic Numismatics, Medieval Islamic Numismatics, Islamic Numismatics, and Medieval Islamic Numismatics
THE 2nd SIMONE ASSEMANI
SYMPOSIUM ON ISLAMIC COINS
Edited by
Bruno Callegher and Arianna D'Ottone
EUT
Trieste 2010
ARIANNA D'OTTONE
la collezione di monete arabe dei musei capitolini
Storia e materiali**
La Collezione
Alia fine dell'Ottocento i Musei Capitolini entrarono in possesso della
collezione numismatica di Ludovico Stanzani, architetto originario di Roma
ma vissuto in Russia, dove mori, nella citta di Kiev, nel 18721. La raccolta che
porta il suo nome, composta da poco piu di 9.000 pezzi antichi, medievali e
moderni, tra cui monete di epoca romana e bizantina in argento e bronzo,
* Universita "La Sapienza" di Roma
** Grazie al Nicholas Lowick Grant, assegnatomi nel 2006 dalla Royal Numismatic Society, ho potuto
svolgere parte delle ricerche effettuate per questo intervento presso il Kunglinge Myntkabinettet
di Stoccolma di cui ringrazio il Direttore, I. Wisehn, e tutto il suo staff, per l'accoglienza
ricevuta. In particolare a Gert Rispling va la mia piu profonda e sincera gratitudine per la
ricchezza di conoscenze di cui mi ha messo a parte e per il tempo che mi ha dedicate
1 Sulla presenza di artisti italiani, in particolare architetti, in Russia, cf. Lo Gatto E., Gli artisti
italiani in Russia, Milano, Scheiwiller, 4 voll., 1990-1994, vol. I: Gli architetti a Mosca e nelle province,
pp. 107-120, 131-134; vol. Ill: Gli architetti del secolo XIX a Pietroburgo e nelle tenute imperiali, pp-
124-137 (1 ed. Roma, Libreria dello Stato, 1932-1943, 3 voll). Sfortunatamente il nome di
Ludovico Stanzani non compare nel prezioso elenco biografico stilato da Lo Gatto; per gettare luce
sulla biografia di Stanzani, che avrebbe forse potuto conoscere gli architetti Beretti - attivi a
nello stesso periodo, sarebbero opportune approfondite ricerche d'archivio.
monete russe, polacche, svedesi e tedesche2, comprende anche un consistente
nucleo, poco meno della meta degli esemplari, di monete cosiddette
'orientali...in argento e in rame', pur non mancando, a una prima ricognizione
dei materiali, alcuni pezzi in oro.
La catalogazione e lo studio degli esemplari orientali, arabi in particolare,
della raccolta Stanzani, ha avuto inizio nel 2003 in occasione della riapertura
del Medagliere capitolino.
Se e vero che i materiali Stanzani hanno dovuto attendere piu di un secolo
per attirare l'attenzione che meritano3, e tuttavia anche vero che all'epoca del
loro arrivo a Roma l'interesse degli studiosi era concentrato sugli abbondanti
ritrovamenti archeologici, e in particolare numismatici, provenienti dagli scavi
connessi alia realizzazione del progetto di trasformazione di Roma in Capitale
del regno4.
Lo stesso interesse, a giudicare almeno dalle monete arabe che ho per il
momento avuto modo di esaminare, deve aver animato, pur in un diverso
contesto storico e geografico, Ludovico Stanzani o colui che gli forni il
materiale della raccolta che porta il suo nome .
Il XIX secolo fu infatti, in Russia e Scandinavia, il secolo d'oro per i
cosiddetti ripostigli di epoca vichinga (Viking-Age Hoards) data la frequenza,
senza precedenti, dei loro rinvenimenti - frequenza in parte dovuta, almeno
nel territorio russo, all'espansione dei centri abitati e a estensivi dissodamenti
2 Cf. Perrone M., 2000: Medagliere Capitolino, in Musei Capitolini, Milano, Electa, pp. 126-129:127.
3 Cf. Travaini L, 2007: Moneta e storia nell'ltalia medievale, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello
Stato, p. 18, n. 21, che sembra pero ignorare la pubblicazione del primo nucleo di dirham
Stanzani - D'Ottone A., 2005: Un nucleo di dirham della Collezione Stanzani nel Medagliere Capitolino,
«Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma» CVI, pp. 253-268 - e che non
indica correttamente la consistenza della Collezione.
4 Illustrando il materiale numismatico rinvenuto a Roma in 18 anni di scavi, Serafini, nel 1891,
scrive: «Aggiungo infine che il Municipio possiede ancora la collezione di n. 9251 monete
principalmente orientali e medioevali pervenutegli per l'eredita Stanzani, la cui classificazione
dottamente incominciata dal barone P.E. Visconti venne interrotta in seguito; quindi giace
quasi tutta non ancora ordinata, e la parte esposta nel gabinetto Numismatico e per vero dire
stata disposta senza un concetto ne pratico, ne scientifico non leggendovisi ne un nome, ne una
data che possa far sapere al visitatore almeno a qual serie esse monete appartengano, e se non
altro a quale epoca», Serafini C, Ritrovamenti numismatici, «Bullettino della Commissione
Archeologica Comunale di Roma», serie IV - 1891, pp. 3-17 e taw. I-II: p. 12.
260
la collezione di monete arabe dei muse! capitolini
agricoli5. Gia agli inizi dell'Ottocento il numero delle monete provenienti dai
tesori ritrovati in questi territori ammontava a diverse migliaia.
Il moltiplicarsi dei ritrovamenti determino, dunque, l'interesse per questo
tipo di materiali cui vennero dedicati, in quel periodo, i primi, importanti
studi numismatici. Non a caso, nel 1841, Christian Martin Fraehn (1782-
1851), il primo vero specialista russo di dirham6, pubblicava un Survey dei
ritrovamenti di monete islamiche in Russia, subito seguito, nel 1846, da una
seconda topografia di P.S. Savelev e, quindi, dagli studi di Tiesenhausen e
C.J. Tornberg (1807-1877) incentrati sulle monete cufiche, per lo piu
samanidi, presenti in grande quantita nei ritrovamenti scandinavi.
Tuttavia la conoscenza dei rinvenimenti di tesori di epoca vichinga, per
lo meno in Russia - terra d'adozione di Stanzani - e limitata da almeno due
fattori, per altro piuttosto comuni: da un lato gli acquisti illegal!, destinati a
collezioni private, gia denunciati nel corso del XIX secolo7 e, dall'altro, la
non sistematica registrazione dei ritrovamenti stessi8.
Sfortunatamente non ci sono documenti attestanti la provenienza degli
esemplari della raccolta Stanzani. Data la loro tipologia, pero, l'evenienza
che alcuni dei pezzi facenti parte della sua collezione provengano da
ritrovamenti russi non sembra improbabile.
Piu arduo, semmai, e determinare, in base ai dati noti, a quale dei molti
ritrovamenti collegare gli esemplari Stanzani. Sempre che essi non siano,
come pure accadeva e talvolta tuttora accade, frutto di acquisiti sul
mercato antiquario.
5 Cf. Talvio t., 2005: Numismatics in the North of Europe: the Formative Years, in j.S. Jensen-t.N.
Smekalova (eds.), The Numismatic Collections on the Baltic. From Coin Collections of the Sovereigns to
National Research Institutions, St. Petersburg, Publishing House of the Polytechnical University,
2005 (Symposium in Znamenka, Petrodvorest, St. Petersburg, 21-25 October 2003), pp. 10-21:13.
6 Cf. Noonan Th., 1984/1985: Dirhams from Early Medieval Russia, «Journal of the Russian
Numismatic Society» 17, pp. 8-12: 8.
7 Cf. talvio 2005: p. 16.
8 Cf. Kropotkin V., 1990: Bulgarian Tenth-Century Coins in Eastern Europe and Around the Baltic.
Topography and Distribution Routes, in K. Jonsson-B. Maimer (eds.), Sigtuna Papers. Proceedings of
the Sigtuna Symposium on Viking-Age Coinage 1-4 June 1989, London-Stockholm, Spink-Kungl-
Vitterhets Historie och Antikvitets Akademien, 1990 (Commentationes de nummis saeculorum IX-XI
in Suecia rpertis. Nova Series 6), pp.197-200:197b.
arianna d'ottone
261
Quel che, invece, e stato finora scritto della storia della collezione, ovvero
del suo arrivo ai Musei Capitolini, si fonda sui documenti conservati presso
presso l'Archivio Storico Capitolino.
Di recente ho pero avuto accesso anche all'Archivio della Pontificia Insigne
Accademia di Belle Arti e Letteratura dei Virtuosi al Pantheon (d'ora in poi
APAVP).
Nata nel 1542 con la denominazione di Congregazione di San Giuseppe di
Terrasanta, la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon - il cui Presidente
e nominato dal Pontefice - e stata, infatti, l'erede universale dei beni del socio,
Virtuoso corrispondente, Stanzani, e fu la depositaria, fino alia risoluzione del
legato testamentario, della cassa contenente il Medagliere e le pietre preziose
esplicitamente destinate al "Gabinetto archeologico di Roma".
I documenti d'archivio custoditi daH'Accademia, la cui sede storica e
ubicata, dal 1838, negli ambienti del piano attico del Pantheon9, aiutano a
dettagliare lo svolgimento degli eventi finora noti talora fornendo particolari
inediti10.
Tra gli obiettivi della ricerca presso l'Archivio dei Virtuosi v'era anche
l'auspicato rinvenimento dell'Inventario della collezione. Ora, non si sa se
Stanzani possedesse un catalogo della raccolta di sua proprieta11, ma, a quanto
si apprende, la commissione deputata all'esecuzione delle volonta
testamentarie avrebbe approntato "un regolare inventario" degli oggetti
racchiusi nella cassa contenente il Medagliere. Una copia di questo Inventario
era stata spedita, unitamente a una distinta delle spese, all'Accademia dei
Virtuosi.
Senonche qui, pur trovandosi la distinta delle spese, la copia dell'Inventario
non c'e, risultando per altro mancanti anche due foto di Stanzani e il suo album
9 Cf. Tiberia V., 2003: Premi pontifici. Continuita di un convincimento pedagogico da Gregorio XVI a
Giovanni Paolo II, «Annali della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al
Pantheon», III, pp. 179-185: p. 180.
101 documenti rinvenuti nell'APAVP relativi al lascito Stanzani saranno pubblicati, a mia cura,
in uno dei prossimi numeri degli Annali dell'Accademia.
11 ii materiale numismatico della Collezione e in parte corredato da note, cartellini e biglietti
scritti in russo e, di quando in quando, in italiano e francese. Un gruppo di questi cartellini,
relativo ai dirham cufici, risulta essere generalmente corretto riportando una numerazione
progressiva, l'indicazione del nome dell'autorita emittente, il nome della zecca, l'anno di conio
secondo il calendario dell'Egira e il corrispondente anno dell'evo volgare.
262
la collezione di monete arabe dei musei CAPITOLIN1
di architettura, anch'essi spediti a Roma dalla Russia, stante le comunicazioni
epistolari del Generale Castiglia, Console italiano a Odessa.
I MATERIAL!I UN SECONDO NUCLEO DI DIRHAM
Proseguendo il lavoro di riordino e catalogazione del materiale orientale della
raccolta, ho esaminato, dopo un primo, un secondo nucleo di esemplari cufici
in argento.
Di questo secondo nucleo, composto da 50 pezzi, potrebbero
verosimilmente far parte alcune delle "49 monete d'argento cuffiche"
contenute nella "saccoccia di tela" n. 18 di cui si parla nei documenti relativi
all'apertura della cassa contenente le monete e alia sommaria catalogazione
dei materiali della raccolta redatti dall'apposita commissione comunale12.
Poiche nello studio del primo gruppo di 47 dirham diversi elementi hanno
portato a riconoscervi un ripostiglio di 'epoca vichinga', o comunque pezzi
provenienti da tesoretti analoghi, non e forse inutile ricordarli qui
brevemente.
Per quanto riguarda la distribuzione cronologica dei 47 esemplari del
primo gruppo esaminato, il pezzo piu antico e piu recente risalgono
rispettivamente al 158/774-5 e al 368/978-9. Il nucleo si inserisce cosi entro
l'arco cronologico che va dalla seconda meta delPVIII secolo al 1015, periodo
entro il quale sono stati depositati tutti i tesori di epoca vichinga ritrovati nel
vasto territorio della Russia occidentale e della Scandinavia.
Quanto alia composizione del nucleo, la prevalenza di dirham samanidi, che
costituiscono 1'85% del gruppo, sarebbe tipica del secondo periodo (X-XI
secolo) di importazione dei dirham in Russia e, specialmente, in Scandinavia13.
12 Archivio Storico Capitolino, Commissione Archeologica, Medagliere Stanzani, Cataloghi e minute
dei cataloghi, quarta sessione: 17 settembre 1878. Il numero dei dirham cufici della Collezione
Stanzani e dunque superiore ai 96 pezzi - 47 del primo nucleo e 49 del secondo - che risultano
dai documenti della Commissione Archeologica.
13 Cf. Rispling G., 25.10.2007: Ninth-Century Dirham Hoards in Russia and the Baltic Region. A Report on
Progress, p. 96. Le monete della dinastia samanide sono quelle piu ampiamente rappresentate
nei ritrovamenti svedesi, cf. Hoven 1981: p. 120; Mitchiner M., 1987: Evidence for Viking-lslami
Trade Provided by Samanid Silver Coinage, «East and West» 37, pp. 139-150; Kovalev R.R-, 2002:
arianna d'ottone
263
Significativa, in particolare, la presenza di esemplari battuti a Balkh - zecca
secondaria tra quelle attive nel territorio controllato dai Samanidi, ma il cui
gettito era destinato quasi esclusivamente per i commerci con la Russia e il
Nord Europa14. Il 97% dei tesori contenenti dirham battuti a Balkh e stato
infatti rinvenuto nei territori della Russia Europea e del Mar Baltico15.
In alcuni pezzi e stato inoltre possibile rilevare la presenza di graffiti di
lettere runiche dal significato magico-propiziatorio16 e quella di test-marks
come i nicks - di cui avro modo di parlare in seguito.
Passando ora al secondo gruppo di 50 dirham di cui presento qui alcuni
esemplari17, e possibile rilevare i seguenti elementi. Dal punto di vista della
distribuzione cronologica (Fig. l) il gruppo copre un periodo di poco piu di
due secoli: dal 139/756-57 al 370/980-81. Il picco negativo del ventennio 871-
890 rispecchia in modo coerente l'assoluta scarsezza di dati o persino la loro
inesistenza, per questi decenni, gia rilevata in precedenti studi18 e segna una
Dirham Mint Output ofSamanid Samarqand and its Connections to the Beginnings of Trade with Northern
Europe (10th Century), «Histoire et Mesure [Monnaie et espace]» XVII, 3-4, p. 197-216: p. 198.
14 Sui beni - principalmente pellicce, schiavi e avorio fossile - scambiati con i dirham samanidi,
cf. Noonan Th., 2000-2001: The Tenth-Century Trade of Volga Bulgharia with Sdmanid Central Asia,
«Archivum Eurasiae Medii Aevi» 11, p. 167-194.
15 Cf. Noonan Th.S.-Kovalev R.K., 2002: The Dirham Output and Monetary Circulation of a Secondary
Sdmanid Mint: A Case Study of Balkh, in Moneta Medievalis: Studia numizmatyczne I historyczne
ofiarowane Profesorwi Stanislawovi Suchodolskiemu w 65. rocznice urodzin, Warszawa, Instytut
Archeologii i Etnologii Polskiej Akademii Nauk, pp. 163-174:166-167.
16 In particolare si e potuto rilevare - D'Ottone 2005: p. 262, n. 34 - il graffito di una /F/ runica,
cf. Hammarberg I.-Rispling G., 1985: Graffiterpa vikingatida mynt, «Hikuin» 11, pp. 63-78 e English
Summary p. 329: 76-77, pi. 4 n. 103. Oltre che in tesoretti scandinavi, lettere runiche sono state
riscontrate anche su alcune monete islamiche provenienti da ripostigli russi, cf. Under Welin
U.S., 1955-56: Graffiti on Oriental Coins in Swedish Wiking Age Hoards, in «K. Humanistiska
Vetenskapssamfundets I Lund Arsb erahelse» III, pp. 149-171, con bibliografia.
17 Una dettagliata schedatura di questo secondo nucleo di dirham della Collezione Stanzani
apparira, a mia cura, in uno dei prossimi numeri del «Bullettino della Commissione
Archeologica Comunale».
18 «Regrettably, while our data are reasonably good for 840s and 850s and exceptional for the
860s and 870s, they are non-existent for the period between c. 885 and c. 900. Very few dirham
hoards seem to have been deposited in Russia during this time», Noonan Th.S., 1984: The
264
la collezione di monete arabe dei musei capitolini
sorta di netto discrimine: la maggioranza degli esemplari (36 pz, ovvero il
73%) e datata ante 870 mentre il rimanente (14 pz, ovvero il 27%) si disloca in
meno di un secolo (282/896-370/981);
Quanto alia composizione regionale (Fig. 2)19, si rileva una buona
percentuale di monete di provenienza iraqena (32%) seguite, a una certa
distanza, dai pezzi battuti nelle regioni della Transoxiana (20%), del Nord
dell'Iran (18%) e del Nord Africa (14%).
Riguardo a quest'ultima provenienza e da notare, dal punto di vista
cronologico, che su 6 esemplari nordafricani, tutti provenienti dalla zecca di
al-'Abbdsiyya, 4 sono stati battuti nel decennio 771-78020. Sia il dato
cronologico sia il dato relativo alia zecca di provenienza sono in linea con
quelli rilevati nei piu antichi esemplari 'abbasidi di provenienza nordafricana
trovati in Russia. Questi ultimi, infatti, sono emissioni degli anni Settanta del
Settecento e provengono essenzialmente da un'unica zecca, quella, per
l'appunto, di al-'Abbasiyya2\
Per quanto il numero di dirham nordafricani del secondo nucleo Stanzani
non eguagli quello, spesso superiore alia meta delle monete, dei ripostigli
nascosti in Russia prima dell'833 - d'altra parte va considerata l'eventualita
che i dirham Stanzani possano non rappresentare che una parte di un piu
ampio nucleo disperso oppure che essi abbiano fatto parte di un tesoro
nascosto dopo questa data - il fatto che essi rientrino negli anni 775-795 non
sarebbe casuale22. Proprio in quegli anni (166-178/782-795), si verificherebbe a
Baghdad un decremento della produzione di monete d'argento.
Secondo Thomas Noonan i dirham nordafricani sarebbero stati, dunque, un
intenzionale ricambio a fronte della ridotta produzione di esemplari simili
nella capitale iraqena. Dalle regioni centrali del califfato (Iraq e Iran) dove
Regional Composition of ninth-Century Dirhams Hoards from European Russia, «The Numismatic
Chronicle» 144, pp. 153-165:160.
19 Nel grafico della composizione regionale non sono stati inclusi gli esemplari d'imitazione.
201 due piu recenti riportano le date 16[6] (?)/782-83 (inv. 15503) e 17[l] (?)/787-8 (inv. 15547).
21 Noonan Th.S., 1980: When and How Dirhams Reached Russia. A Numismatic Critique of the Pirenne
Theory, «Cahiers du monde russe et sovietique» 21, 3-4, pp. 401-469: 428-429.
22 Sulla provenienza dell'argento impiegato per alimentare l'ampio gettito della zecca di a\-
'Abbasiyya, cf. Fomin A., 1990: Silver of the Maghrib and Gold from Ghana at the End of the VlUth-IXth
Centuries A.D., in K. Jonsson-B. Maimer (eds.), Sigtuna Papers, cit, pp. 69-75: 73-74.
arianna d'ottone
265
circolavano liberamente e in numero accresciuto nel periodo indicato, i dirham
nordafricani sarebbero stati successivamente esportati in Russia23.
L'esemplare al-'Abbasiyya 156/773-4 (Fig. 3)24, il piu antico del gruppo,
potrebbe trovare corrispondenza nel numero 24 del repertorio, ancora
inedito, Lowick/Savage (L/S)25. Senonche il n. 24 di tale repertorio e attestato
da due monete del British Museum che, pur presentando lo stesso numero di
anelli26 dell'esemplare Stanzani, avrebbero una leggenda non altrettanto
leggibile: al posto del bakh iniziale - nel campo del rovescio, in alto -
Lowick/Savage riportano, infatti, un /?/.
Minoritarie nella composizione regionale sono le aree del Sud del Caucaso,
del Sud dell'Iran, del Caspio, del Khurasan e quella, estremo occidentale, della
Spagna. Vale pero la pena soffermarsi su quest'ultima provenienza.
La presenza, in questo secondo nucleo, di un dirham andaluso, al-Andalus
173/789-790 (Fig. 4)27, non manca di un certo interesse.
I dirham andalusi, prodotti in un capo dell'Europa e depositati al capo
opposto, sono talora presenti nei tesoretti di epoca vichinga ritrovati
nell'Europa orientale (compresa la Russia). In questi tesori sono stati
individuati due gruppi di dirham andalusi: a) quello delle emissioni pre-750,
del califfato Omayyade; b) quello del periodo deU'Emirato degli Omayyadi in
Spagna (756-1031). Il nostro esemplare, evidentemente, rientra nel secondo
gruppo28.
23 Rispling G., 2007: Ninth-Century Dirham Hoards in Russia and the Baltic Region: A Report on Progress,
draft 25.10. 2007, p. 99.
24 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15531: AR; g. 2,73; d. mm. 27; h. 11. D: la ilah ilia/
Allah wahdahu / la sank lahu. R: bakh / Mu/hammad / rasul / Allah / Yazid.
25 Lowick n., 1996 (stopped in press): Early 'Abbasid Coinage. A Type Corpus 132-218 H/AD 750-833, E.
Savage (ed.), London, The British Museum, n. 24.
26 Sui possibili significati degli anelli/annukts e il variare del loro pattern anche in dirham della
stessa zecca e dello stesso anno, cf. Lowick 1996 (stopped in press): p. xxii.
27 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15515: AR; g. 2,49; d. mm. 27; h. 2. Temp. Hisam (172-
180), D: la ilah ilia / Allah wahdahu / la sank lahu. R: Allah ahad Allah / al-samad lam yalid wa / lam
yulad wa lamyakun/lahu kufu' ahad.
28 All'interno della periodizzazione della produzione monetaria nel periodo deU'Emirato
Omayyade in Spagna recentemente proposta da Noonan e Kovalev, l'esemplare della collezione
Stanzani rientra nel primo (764/65-804/05) dei quattro periodi individuati. Questo fu un
periodo di produzione modesta ma regolare: nel corso dei 40 anni che abbraccia, la percentuale
dei dirham emessi ogni anno non ha mai raggiunto 1*196, ma dirham di ogni anno sono presenti
266
la collezione di monete arabe dei musei capitolini
Dagli studi dedicati alia produzione di dirham della Spagna omayyade29,
condotti sulla base dei dati dei ripostigli della Russia e dell'Europa orientale
dal 700 c.a al 1100 c.a, e noto che:
1) il numero degli esemplari andalusi provenienti da ripostigli di epoca
vichinga e assai esiguo - essi non costituiscono che una piccola parte di un
ristretto numero di ritrovamenti;
2) che il 90% dei dirham andalusi dell'Europa orientale proviene da
ripostigli relativamenti grandi e, in qualche caso, grandissimi30;
3) che nei ripostigli dell'Europa orientale non sono attestati pezzi
particolarmente rari - e infatti quello presentato non lo e;
4) che la stragrande maggioranza dei dirham andalusi datati tra il 720 e
1'820 provengono essenzialmente dalla Russia Europea e dal Caucaso31;
5) che 1*80% dei tesori che li contengono furono depositati alia meta del IX
secolo.
Passando alia composizione dinastica del gruppo (Fig. 5), e subito evidente
la grande presenza di dirham 'abbasidi seguiti da altre 4 dinastie minori dal
punto di vista quantitative, ovvero: Samanidi, Buyidi, Ziyaridi e Omayyadi di
Spagna32. La presenza e il significato dei 6 esemplari d'imitazione saranno
analizzati in seguito.
nel campione alia base della ricerca. I dati provengono da un catalogo di ripostigli della Russia e
dell'Europa orientale dal 700 c.a al 1100 c.a, realizzato dagli autori dello studio; cf. Noonan Th.S.
- Kovalev R.K., 2000: The Dirham Output of the Spanish Umayyad Amirate, ca. 756-929, in Castro
Hipolito et al. (eds.), Homenagem a Mario Gomes Marques, Sintra, Instituto de Sintra, pp. 253-260:
256.
29 Cf. Noonan Th.S., 1980: Andalusian Umayyad dirhams from Eastern Europe, «Acta Numismatica»
10, pp. 81-92.
30 Per avere una misura di grandezza e di una qualche utilita ricordare che il piu piccolo di
questi ripostigli contava 38 pezzi mentre uno dei piu grandi - proveniente dalla Pomerania -
era costituito da 9.000 monete e 3 kg di frammenti, cf. Noonan 1980, pp. 82 -83. Dati questi
termini di riferimento, il nucleo di 49 esemplari Stanzani potrebbe verosimilmente essere parte
di un piu ampio ritrovamento se non costituire un ritrovamento unico.
31 Sui dirham spagnoli ritrovati in Scandinavia, cf. Rispling G., dattiloscritto: A List of Early Kufic
Coins from Spain Found in Scandinavia.
32 Per la media del numero di dinastie generalmente attestate nei ripostigli del IX secolo pari,
nella seconda meta del secolo, a 4.9, cf. Noonan 1981: p. 68.
arianna d ottone
267
La predominanza di dirham 'abbasidi e una delle principali caratteristiche
dei ripostigli di IX secolo provenienti dalla Russia europea33.
Tra i dirham 'abbasidi di questo secondo gruppo Stanzani riveste un certo
interesse l'esemplare Madmct Bukhara 194/809-810 (Fig. 6)34 che attesta una
variante non registrata in L/S.
Il confronto e con i numeri L/S 2551-52. Nell'esemplare Stanzani si rileva:
nel rovescio - la perlina sopra la fa di al-Fadl presente in L/S 2551-52 nel
dritto - l'assenza della perlina, o forse una perlina poco chiara, sotto la ra di
duriba (che si trova invece solo in L/S 2551) e una perlina sotto la kaf di sank,
nell'ultima riga della leggenda nel campo del dritto (che pero manca in
entrambi L/S 2551-52).
Un secondo esemplare, sempre 'abbaside: Samarqand 209/824-25 (Fig.7)35,
che riporta nel campo del rovescio, in basso, il nome del tahiride Talha b.
Tahir (207-213/822-828), si distingue per essere non particolarmente
comune36.
Anche in questo secondo nucleo di dirham, come nel primo, e stata
riscontrata la presenza di test-marks, nicks nella fattispecie - owero incisioni
dalla forma di sottili linee della lunghezza di 2-5 mm realizzate sulla
circonferenza della moneta per mezzo della punta di uno strumento affilato.
Tali incisioni, finalizzate a saggiare la genuinita della moneta o la finezza del
metallo, occorrono spesso nella prima ondata di monete islamiche del IX
33 Cf. NOONAN 1981: p. 68.
34 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15523: AR; g. 2,92; d. mm. 23; h. 9. Temp. al-Amln
(193-198), D: la ilah ilia / Allah wahdahu / la sank lahu. R: lillah / Muhammad rasul Allah / mimma
amarahu al-amir al-Ma'mun / wall'ahd al-muslimin / 'Abdallah b. Amir al-mu'minm / al-Fadl.
35 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15511: AR; g 2,86; d. mm 24; h. 9. al-Ma'mun (194-
218), D: Id ilah ilia / Allah wahdahu / la sank lahu. R: lillah / Muhammad rasul / Allah al-Ma'mun /
khalifa' Allah/Talha.
36 Lowick/Savage ricordano solo l'esemplare della Khalili Collection di Londra, cf. L/S 2714.
Tuttavia la recente edizione del volume della Sylloge di Tubinga dedicato all'Asia centrale ne
riporta altri tre esemplari, cf. Sylloge Numorum Arabicorum Tubingen. Buhard/Samarqand XV a
Mittelasien/Central Asia I, catalogued by M. Fedorov-B. Kocnev (t) - G. Kurbanov-M. Voegeli,
Tubingen-Berlin, E. Wasmuth, 2008, pp. 66-67, n. 652-654.
268
la collezione Dl MONETE arabe DEI MUSEI CAPITOLINI
secolo - essendo una caratteristica dei tesori nascosti non oltre 1'87037. Un nick
e visibile nell'esemplare: Madlna' al-salam 157/773-74 (Fig. 8)38.
Collegati in un primo tempo ai ripostigli scandinavi, i nicks, secondo piu
recenti tesi costituirebbero piuttosto, secondo alcuni, una caratteristica dei
ritrovamenti russi39, secondo altri una pratica eseguita in un primo tempo
dagli Scandinavi e, successivamente, dai Russi40.
Infine la questione delle monete di imitazione41. Le imitazioni coprono
circa il 5-10% del totale delle monete cufiche provenienti dai tesori di epoca
vichinga rinvenuti nell'Europa orientale e in Nord Europa, mentre sono
rarissime in Medio Oriente42.
Nel gruppo esaminato i 6 esemplari d'imitazione, identificati nel corso di
una visita al Medagliere di Stoccolma e grazie all'esperienza di Gert Rispling,
costituiscono il 12% del nucleo e sono riconducibili in parte ai Bulgari del
Volga, in parte ai Khazari43.
Nell'identificazione delle imitazioni vari fattori vanno considerati: quello
ortografico, stilistico e cronologico e quello relativo alia sequenza dei com.
L'esame e la corretta valutazione di tali fattori - che rivestono diversa
significativita - permette di riconoscere gli esemplari di imitazione.
37 Cf. linder welin 1955-56: p. 151.
38 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15549: AR; g. 2,79; d. mm. 24; h. 9. D: la ilah ilia/Allah
wahdahu/ldsariklahu. R: Muhammad/rasul / Allah / bakh bakh. Cf. L/S 1198.
39 Cf. Rispling G., dattiloscritto: Aspects of Monetary Circulation 800-1000 in the Caliphate and th
Northern Lands, p. 5;
40 Cf. Duczko W., 2002: Test or Magic? Pecks on the Viking-Age Silver, in Moneta Medievalis, cit, pp-
193-208 e pi. 13.
41 Sulle imitazioni dell'Europa orientale di monete islamiche si veda il recente contributo di
Rispling G., 2005: Osteuropaische Nachmungen Islamischer Miinzen, in T. Mayer (ed.), Sylloge der
Miinzen des Kaukasus und Osteuropas in Orientalischen Miinzkabinett Jena bearbeitet von Tobias Mayer
mit Beitrdgen von Stefan Heidemann und Gert Rispling, Wiesbaden, Harrassowitz (Orientalisches
Miinzkabinett Jena l) pp. 172-225, con bibliografia.
42 Cf. Rispling G., 1990: The Volga Bulgarian Imitative Coinage of al-Amir Yaltawar ('Barman') and
Mikail b.Jafar, in Jonsson K.-Malmer B. (eds.), Sigtuna Papers, cit., pp. 275-282: 275.
43 Sui Bulgari del Volga, cf. Hrbek i., 1960: Bulghar, in EL, n.e., Leiden, Brill, vol. i, pp. 1344b-
1348b; sui Khazari cf., Barthold W.-Golden P.B., 1978: Khazar, in £./., n.e., Leiden, Brill, vol. IV, pp.
1172a-118lb.
ARIANNA DOTTONE
269
La natura d'imitazione della moneta pseudo-samanide che presento (Fig.
9) 44 e stata determinata in base all'esame della sequenza dei com, alia
discrepanza delle date e alia scarsa leggibilita di queste ultime45.
Attraverso la sequenza dei com, K 22 l/Rl46, il pezzo e stato identificato
come Samarqand 2[l]8/833-34. Dal punto di vista cronologico risulta quindi
chiara l'incongruenza con il nome del samanide Isma'Tl b. Ahmad, riportato
sul rovescio, che ha regnato dal 279 al 295 H. (907-914 d.C). Il gap cronologico
tra l'anno di conio e il regno del principe samanide e infatti superiore ai 5
anni. Quest'ultimo termine, 5 anni, e il limite massimo di discrepanza per
esemplari autentici in cui e stato usato un vecchio conio e che rappresentano
combinazioni 'oblique' in un senso - 5 anni prima dell'inizio del regno di un
dato principe - o in un altro - 5 anni dopo la morte dello stesso principe47.
Quanto agli artefici di questa imitazione pseudo-samanide essi debbono
riconoscersi nei Bulgari del Volga48.
Un esempio delle monete d'imitazione verosimilmente attribuibili ai
Khazari lo fornisce, invece, un esemplare inedito: Samarqand 219/834-35 (Fig.
10) 49. Le monete d'imitazione khazare si caratterizzano, come in questo caso,
per essere state prodotte in base a prototipi 'abbasidi dell'VIII-IX secolo e per
presentare, talora, una faccia liscia50.
Ancora a proposito di imitazioni vale la pena mostrare qui un'ulteriore
tipologia della serie51. Si tratta di un'imitazione attribuibile ai Bulgari del
Volga che, per coerenza, si aggiunge ai precedenti pezzi.
44 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15533: AR; g. 2,88; d. mm. 26; h. 5. D: la ilah ilia/Allah
wahdahu / la sank lahu. R: lillah / Muhammad / rasul / Allah / l[smd'\l] b. Ahmad. Osservazioni: nel
campo del rovescio, in basso, una lettera sin isolata.
45 Cf. Rispling G., 1982: Islamic Imitations. A Contribution on Account of the Publication of a
Chaznawid/Samanid Mule, «Nordisk Numismatisk Arsskrift», pp. 27-40: 32,1 c.
46 La lettera /K/ indica il nesso con altri com.
47 Cf. Rispling 1982: p. 37.
48 Sulle imitazioni dei Bulgari del Volga, cf. Rispling 2005: pp. 188-207.
49 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15532: AR; g. 2,46; d. mm. 23; h. /. D: la ilah ilia/Allah
wahdahu / la sank lahu. R: /. K 22.
50 Cf. Rispling 1982: p. 40, n. 35; Rispling 2005: pp. 176-187, in particolare pp. 180-181, n. 1409.
51 A giudicare dalla attuale disposizione delle monete nel Medagliere Capitolino, il pezzo in
questione si poteva forse trovare nella stessa sacca numero 18 contenente gli esemplari cui si e
fin qui fatto riferimento.
270
LA COLLEZIONE Dl MONETE ARABE DEI MUSEI CAPITOLINI
A differenza delle altre monete d'imitazione pseudo-samanidi dei Bulgari
del Volga, realizzate a partire da coni autentici, questo esemplare (Fig. n)52
presenta una leggenda pseudo-epigrafica che illustra la definizione di
"moneta con iscrizioni composte di aste, di cerchi o di cerchi e aste"53. Quanto
alia datazione, il pezzo puo essere attribuito all'ultimo quarto del III secolo
dell'Egira (273-297 a.H./886/7-909/910 d.C.)54.
CONCLUSIONI
La catalogazione della Collezione Stanzani e appena agli inizi e gia e stato
possibile riscontrarvi alcuni esemplari di una certa significativita.
I due nuclei fino ad ora studiati rinviano, per molteplici dettagli, ai ben
noti ripostigli di epoca vichinga rinvenuti nella Russia occidentale e in
Scandinavia.
In particolare la composizione di questo secondo nucleo di dirham sembra
indicare, in modo relativamente coerente, una provenienza russa. Cosa,
questa, che ben si accorda con la storia, ancora da scrivere, della collezione.
Collezione che, ricordiamolo, ora a Roma, fu verosimilmente costituita in
Russia alia meta dell'Ottocento.
52 Roma, Musei Capitolini, Medagliere, Inv. 15510: AR; g 3,54; d. mm 25; h 12. K 80 2/R1.
Czapkiewicz M.- Gupieniec A.- Kmietowicz A.. Kubiak W., 1964: Skarb monet arabskich z Klukowicz
powiat Siemiatycze (le tresor des monnaies arabes trouuve a Klukowicze, district de Siemiatycze),
Wroclaw, Zaklad Narodowy im. Ossoliriskich, Polskiej Akademii Nauk, p. 352, n. 921 e tav. VIII.
53 Cf. Czapkiewicz M., 1980: Some Remarks on Imitations of Arabic Dirhams from 8th to 10th Century based
on the Examination of Coin Metal, in Gedai, I.-Biro-Sey, K. (eds.), Proceedings of the International
Numismatic Symposium, Budapest, pp. 101-107:103, group c.
54 Czapkiewicz M. et al., 1964: p. 418.
ARIANNA D OTTONE
271
Fig. 1. Composizione cronologica del
secondo nucleo di 50 dirham
2% 2%
14%
32%
■ Iraq
□ N. Iran
■ N. Africa
□Transoxiana
B S. Caucaso
QS. Iran
□Caspio
□ Khurasan
CI Spagna
Fig. 2. Composizione regionale
272
LA COLLEZIONE DI MONETE ARABE DEI MUSEI CAPITOLINI
Fig. 3. al-'Abbasiyya 156/772-73.
Roma, Medagliere Capitolino Inv.15531.
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini
Roma, Medagliere Capitolino Inv.15515.
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini
Fig. 5. Composizione dinastica in percentuale
ARIANNA D'OTTONE
273
Fig. 6. Madina* Bukhara, 194/809-810.
Roma, Medagliere Capitolino Inv.15523.
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini
Fig. 7. Samarqand, 209/824-25.
Roma, Medagliere Capitolino Inv.15511.
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini
Fig. 8. Medina* al-salam, 157/773-74.
Roma, Medagliere Capitolino Inv. 15549.
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini
274
LA COLLEZIONE DI MONETE ARABE DEI MUSEI CAPITOLINI
Fig. 9. Madina' Samarqand, 218/833-34.
Roma, Medagliere Capitolino Inv.15533.
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini
Fig. 11. [Bulgar] (?), fine III s. AH./inizi IX s. d.C.
Roma, Medagliere Capitolino Inv.15510.
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini