- History of Political Institutions, Administrative Law, Political Science, Judiciary, Storia Della Magistratura, Prosopography, and 30 moreProsopografia, Biografie, Storia delle istituzioni politiche, Storia Dell'amministrazione Pubblica, Contemporary History, Storia delle istituzioni, Fascismo, Fascism, European Legal History, Italian (European History), Italian fascism, Legal Language, Contemporary Italian History and Politics, Diritto Amministrativo, Histoire du droit, Storia Del Diritto Italiano, Histoire de la pensée juridique, Legal History, History of Law, Law and Literature, Criminal Justice History, HISTORY OF CRIME AND LAW, Constitutional History, Storia Contemporanea, Archival science, History of Public Administration, Comparative Legal History, Storia Della Lingua Italiana, Linguaggio politico, and History of Political and Parliamentary Institutionsedit
The biography of Diego Tajani, an high Prosecutor and a Minister of Justice in the united Italy
Research Interests:
Preparato da un dibattito di circa due anni, soprattutto tra gli addetti ai lavori (magistrati e politici esperti di diritto), il nuovo assetto costituzionale del 1948 garantì autonomia e indipendenza alla magistratura. Sui temi della... more
Preparato da un dibattito di circa due anni, soprattutto tra gli addetti ai lavori (magistrati e politici esperti di diritto), il nuovo assetto costituzionale del 1948 garantì autonomia e indipendenza
alla magistratura. Sui temi della giustizia si realizzò un compromesso tra le diverse forze politiche (come avvenne più in generale), ma il ruolo di giuristi come Piero Calamandrei fu determinante nella fissazione dei nuovi principi costituzionali a tutela del potere giudiziario. Nonostante ciò, la transizione fu un lento e combattuto processo. Saranno infatti necessari ancora molti anni affinché l’indipendenza dei magistrati sia pienamente affermata e il corpo giudiziario liberato dai vincoli
gerarchici che l’avevano in precedenza dominato anche nell’esercizio della giurisdizione.
Prepared by a debate of about two years, especially among the insiders (magistrates and politicians experts in law), the new Constitution of 1948 guaranteed autonomy and independence to the Judiciary. On the issues of justice, a compromise between the different political forces was realized, as in general, but the role of jurists such as Piero Calamandrei was decisive in establishing the new constitutional principles for the protection of judicial power. Nevertheless, the transition was a slow and fought process. Many years will be indeed necessary still for the independence of the magistrates to be fully established and the judiciary be freed from the hierarchical constraints that had previously dominated it even in the exercise of jurisdiction.
alla magistratura. Sui temi della giustizia si realizzò un compromesso tra le diverse forze politiche (come avvenne più in generale), ma il ruolo di giuristi come Piero Calamandrei fu determinante nella fissazione dei nuovi principi costituzionali a tutela del potere giudiziario. Nonostante ciò, la transizione fu un lento e combattuto processo. Saranno infatti necessari ancora molti anni affinché l’indipendenza dei magistrati sia pienamente affermata e il corpo giudiziario liberato dai vincoli
gerarchici che l’avevano in precedenza dominato anche nell’esercizio della giurisdizione.
Prepared by a debate of about two years, especially among the insiders (magistrates and politicians experts in law), the new Constitution of 1948 guaranteed autonomy and independence to the Judiciary. On the issues of justice, a compromise between the different political forces was realized, as in general, but the role of jurists such as Piero Calamandrei was decisive in establishing the new constitutional principles for the protection of judicial power. Nevertheless, the transition was a slow and fought process. Many years will be indeed necessary still for the independence of the magistrates to be fully established and the judiciary be freed from the hierarchical constraints that had previously dominated it even in the exercise of jurisdiction.
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Il saggio descrive la lunga storia del rapporto tra i presidenti della Repubblica e la magistratura, attraverso la narrazione delle vicende relative allo svolgimento del ruolo di presidente del Consiglio superiore della magistratura e la... more
Il saggio descrive la lunga storia del rapporto tra i presidenti della Repubblica e la magistratura, attraverso la narrazione delle vicende relative allo svolgimento del ruolo di presidente del Consiglio superiore della magistratura e la contestuale analisi dei poteri del capo dello Stato nell'equilibrio costituzionale in relazione al potere giudiziario.
Parole chiave: Presidente della Repubblica, Consiglio superiore della magistratura, Magistratura, potere giudiziario.
Parole chiave: Presidente della Repubblica, Consiglio superiore della magistratura, Magistratura, potere giudiziario.
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La lunga storia dell’assetto istituzionale della magistratura, di cui l’ordinamento giudiziario Grandi del 1941 fu l’epilogo, lasciò un’eredità difficile al nuovo Stato democratico nella transizione dal fascismo alla democrazia. La... more
La lunga storia dell’assetto istituzionale della magistratura, di cui l’ordinamento giudiziario Grandi del 1941 fu l’epilogo, lasciò un’eredità difficile al nuovo Stato democratico nella transizione dal fascismo alla democrazia. La Costituzione italiana è stata, in generale, il frutto della convergenza fra cattolici, comunisti e socialisti, tuttavia per quanto riguarda i temi della giustizia si può parlare di un'importante eccezione. In realtà, in questo campo, fondamentali furono l’apporto di esperti, come Piero Calamandrei con la sua concezione dell’autogoverno elaborata già a partire del 1921, e il ruolo della stessa magistratura al più alto livello che influenzò i lavori della Costituente nelle diverse fasi. Il testo finale riflette il raggiungimento dell’autonomia del corpo giudiziario, pur rinviando al futuro la realizzazione di una piena indipendenza.
Antonella Meniconi, Towards the Judiciary’s independence (1944-1948)
The long history of the judiciary, of which the Grandi law of 1941 was the epilogue, left a difficult legacy to the new democratic state in the transition from fascism to democracy. The Italian Constitution was, in general, the result of the convergence between Catholics, Communists and Socialists, but regarding the themes of justice one can speak of an important exception. Indeed, in this field the contribution of experts, such as Piero Calamandrei with his conception of self-government already elaborated since 1921, and the role of the high judiciary, that influenced in different phases the work of the Constituent Assembly, were decisive. The final text reflected the achievement of the autonomy of the judiciary, while referring to the future the realization of full independence.
Antonella Meniconi, Towards the Judiciary’s independence (1944-1948)
The long history of the judiciary, of which the Grandi law of 1941 was the epilogue, left a difficult legacy to the new democratic state in the transition from fascism to democracy. The Italian Constitution was, in general, the result of the convergence between Catholics, Communists and Socialists, but regarding the themes of justice one can speak of an important exception. Indeed, in this field the contribution of experts, such as Piero Calamandrei with his conception of self-government already elaborated since 1921, and the role of the high judiciary, that influenced in different phases the work of the Constituent Assembly, were decisive. The final text reflected the achievement of the autonomy of the judiciary, while referring to the future the realization of full independence.
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Il saggio si inserisce nel volume frutto dell'iniziativa congiunta del Consiglio superiore della magistratura e del Consiglio nazionale forense, con la partecipazione del Senato della Repubblica, l’Unione delle Comunità ebraiche e la... more
Il saggio si inserisce nel volume frutto dell'iniziativa congiunta del Consiglio superiore della magistratura e del Consiglio nazionale forense, con la partecipazione del Senato della Repubblica, l’Unione delle Comunità ebraiche e la Corte di cassazione, in occasione dell'80° anniversario dall’emanazione delle leggi antiebraiche.
Il testo approfondisce ciò che condusse all'espulsione di centinaia di professionisti forensi dalla propria dimensione lavorativa e quindi sociale. Si analizza, anche grazie a fonti archivistiche, la vicenda interna ed esterna agli organi professionali degli avvocati dell'epoca che, senza scrupoli, parteciparono convintamente all'attuazione delle leggi antiebraiche.
Il testo approfondisce ciò che condusse all'espulsione di centinaia di professionisti forensi dalla propria dimensione lavorativa e quindi sociale. Si analizza, anche grazie a fonti archivistiche, la vicenda interna ed esterna agli organi professionali degli avvocati dell'epoca che, senza scrupoli, parteciparono convintamente all'attuazione delle leggi antiebraiche.
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L'articolo si concentra su quattro aspetti in cui si realizza, a mio avviso, la continuità, nella magistratura, tra regime fascista ed età repubblicana. O meglio, come sosteneva Claudio Pavone (cui questo saggio è dedicato), la continuità... more
L'articolo si concentra su quattro aspetti in cui si realizza, a mio avviso, la continuità, nella magistratura, tra regime fascista ed età repubblicana. O meglio, come sosteneva Claudio Pavone (cui questo saggio è dedicato), la continuità “attraverso” il fascismo.
La tesi è che esista una persistenza e persino una vischiosità di stilemi, prassi, comportamenti e, più in alto, di modelli normativi e amministrativi che si perpetua pressoché inalterata lungo tutta la storia istituzionale italiana.
Il primo aspetto è quello dell’epurazione: la tesi, ormai fatta propria dalla storiografia, è quella di una mancata epurazione, ma forse sarebbe più corretto affermare che fu tentata un’eliminazione più radicale dal corpo dello Stato di coloro che si erano compromessi maggiormente con il regime, ma che questo tentativo fallì per molteplici ragioni. Come dimostrò Pietro Saraceno, all’inizio degli anni Novanta, vi fu infatti “un numero non del tutto trascurabile di magistrati, almeno nei gradi più alti della gerarchia giudiziaria” sottoposto ai procedimenti di epurazione.
Il secondo aspetto attiene alla continuità dell’apparato giudiziario in materia di carriera, promozioni e modalità di scelta dei responsabili degli uffici.
Il terzo aspetto riguarda la continuità nella giurisprudenza e nel mondo giudiziario in riferimento alla vita stessa dei tribunali e delle corti durante gli anni della transizione.
Il quarto aspetto riguarda il ruolo dell’organo supremo della giurisdizione, la Corte di cassazione, che vide senza dubbio accrescere in quegli anni il proprio peso specifico. Infine, come conclusione si accennerà al cambiamento imposto dalla Costituzione e alla sua lenta attuazione.
Sommario: 1. Premessa. – 2. L’epurazione. – 3. La continuità nel corpo giudiziario. – 4. La continuità nella giurisprudenza e nel mondo giudiziario. – 5. I vertici della Corte di cassazione. – 6. Conclusioni
La tesi è che esista una persistenza e persino una vischiosità di stilemi, prassi, comportamenti e, più in alto, di modelli normativi e amministrativi che si perpetua pressoché inalterata lungo tutta la storia istituzionale italiana.
Il primo aspetto è quello dell’epurazione: la tesi, ormai fatta propria dalla storiografia, è quella di una mancata epurazione, ma forse sarebbe più corretto affermare che fu tentata un’eliminazione più radicale dal corpo dello Stato di coloro che si erano compromessi maggiormente con il regime, ma che questo tentativo fallì per molteplici ragioni. Come dimostrò Pietro Saraceno, all’inizio degli anni Novanta, vi fu infatti “un numero non del tutto trascurabile di magistrati, almeno nei gradi più alti della gerarchia giudiziaria” sottoposto ai procedimenti di epurazione.
Il secondo aspetto attiene alla continuità dell’apparato giudiziario in materia di carriera, promozioni e modalità di scelta dei responsabili degli uffici.
Il terzo aspetto riguarda la continuità nella giurisprudenza e nel mondo giudiziario in riferimento alla vita stessa dei tribunali e delle corti durante gli anni della transizione.
Il quarto aspetto riguarda il ruolo dell’organo supremo della giurisdizione, la Corte di cassazione, che vide senza dubbio accrescere in quegli anni il proprio peso specifico. Infine, come conclusione si accennerà al cambiamento imposto dalla Costituzione e alla sua lenta attuazione.
Sommario: 1. Premessa. – 2. L’epurazione. – 3. La continuità nel corpo giudiziario. – 4. La continuità nella giurisprudenza e nel mondo giudiziario. – 5. I vertici della Corte di cassazione. – 6. Conclusioni
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Biografia di un alto magistrato che ha avuto un ruolo importante nella storia italiana: rappresentante dell'Italia alla Società delle Nazioni (1933-37), procuratore generale della Corte di cassazione dal 1944 al 1948 e primo presidente... more
Biografia di un alto magistrato che ha avuto un ruolo importante nella storia italiana: rappresentante dell'Italia alla Società delle Nazioni (1933-37), procuratore generale della Corte di cassazione dal 1944 al 1948 e primo presidente Corte di giustizia della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) dal 1952 al 1958.
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L’associazionismo giudiziario ha avuto, fin dal 1909, un ruolo importante nella storia della magistratura italiana con la fondazione dell’Agmi, ma non si è trattato, da subito, di un percorso facile. Nel 1925, con “l’autoscioglimento”... more
L’associazionismo giudiziario ha avuto, fin dal 1909, un ruolo importante nella storia della magistratura italiana con la fondazione dell’Agmi, ma non si è trattato, da subito, di un percorso facile. Nel 1925, con “l’autoscioglimento” dell’Associazione, i suoi dirigenti furono espulsi dal corpo giudiziario e solo al termine della guerra, nel 1945, si potette ricostituire l’Anm.
Pesavano, però, sul nuovo soggetto non solo l’eredità virtuosa della partecipazione di molti alla Resistenza, ma anche l’intrinseco rapporto che altri, in specie alti magistrati, avevano intrattenuto con il regime fascista.
La lenta attuazione della Costituzione, con l’istituzione solo nel 1958 del Csm, nascose, in realtà, anche nella magistratura, una lotta sorda tra “innovatori” e “conservatori”. Solo negli anni Sessanta, l’entrata in ruolo di una nuova generazione favorì anche l’inveramento dei valori costituzionali.
È precisamente in questa chiave che ancora oggi il ruolo del magistrato e il suo impegno nelle correnti giudiziarie può avere un ruolo “politico”, ovvero costituzionale.
Pesavano, però, sul nuovo soggetto non solo l’eredità virtuosa della partecipazione di molti alla Resistenza, ma anche l’intrinseco rapporto che altri, in specie alti magistrati, avevano intrattenuto con il regime fascista.
La lenta attuazione della Costituzione, con l’istituzione solo nel 1958 del Csm, nascose, in realtà, anche nella magistratura, una lotta sorda tra “innovatori” e “conservatori”. Solo negli anni Sessanta, l’entrata in ruolo di una nuova generazione favorì anche l’inveramento dei valori costituzionali.
È precisamente in questa chiave che ancora oggi il ruolo del magistrato e il suo impegno nelle correnti giudiziarie può avere un ruolo “politico”, ovvero costituzionale.
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Invece, a mio parere, si dovrebbe analizzare il rapporto tra magistratura e politica, o meglio la politica della giustizia durante il regime in una duplice chiave. Da un lato, ponendo in luce gli stretti legami con il precedente regime... more
Invece, a mio parere, si dovrebbe analizzare il rapporto tra magistratura e politica, o meglio la politica della giustizia durante il regime in una duplice chiave. Da un lato, ponendo in luce gli stretti legami con il precedente regime liberale; dall’altro, evidenziando le forzature insite nel nuovo governo autoritario (come i processi gestiti in modo politico, o l’istituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato). In questa duplice lettura la vecchia categoria della «continuità» tra età liberale e fascismo è ancora di molto aiuto: grazie anche alle «vischiosità» del sistema giudiziario (e più in generale di quello amministrativo) si ritrovano delle persistenze, infatti, accanto a delle rotture dell’ordinamento.
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Opening speeches of the judicial year have often been seen only as formal moments, useful to the authorities who take part in them and little else. Actually these speeches are hiding something more important: they are the occasions in... more
Opening speeches of the judicial year have often been seen only as formal moments, useful to the authorities who take part in them and little else. Actually these speeches are hiding something more important: they are the occasions in which a part of the judiciary expresses its idea of judicial policy to the political world. Three opening speeches mark somehow the history of justice and, above all, the history of the relationship between politics and judiciary in three distinct and important phases: the institutional changes of the early Twentieth century; the consolidation of the Fascist Regime; the transition from Monarchy to Republic. To pronounce the speeches were three general Prosecutors of the “Corte di Cassazione” very different from each other, but all with a great personality, as Lodovico Mortara, Giovanni Appiani and Massimo Pilotti. For this reason it is interesting to analyze them.
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Introduzione
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Le Carte e la Storia, rivista della Società per gli studi di storia delle istituzioni, è uno strumento di lavoro e di aggiornamento dedicato alla storiografia storico-istituzionale e ai suoi sviluppi, con speciale attenzione al suo... more
Le Carte e la Storia, rivista della Società per gli studi di storia delle istituzioni, è uno strumento di lavoro e di aggiornamento dedicato alla storiografia storico-istituzionale e ai suoi sviluppi, con speciale attenzione al suo rapporto con il patrimonio delle fonti. Il periodico sviluppa riflessioni di vasto respiro sulla storia delle istituzioni; raccoglie spogli sistematici di storia medievale e storia delle istituzioni moderne e contemporanee, elaborando schede che censiscono un ampio panorama della recentissima produzione libraria; offre analisi e segnalazioni degli strumenti per la ricerca, in particolare dei siti internet utili allo storico delle istituzioni; informa su convegni, seminari, gruppi di lavoro, riordinamenti archivistici e pubblicazioni di fonti.
Direttore Guido Melis Vicedirettori Francesco Di Donato, Antonella Meniconi, Marco Meriggi Comitato scientifico Paolo Alvazzi del Frate, Livio Antonielli, Agostino Attanasio, Marc Olivier Baruch, Francesco Bonini, Sandro Bulgarelli, Mario Caravale, Paola Carucci, Madel Crasta, Piero Craveri, Werner Daum, Francesco Di Donato, Marina Giannetto, Enrico Gustapane, Filippo Liotta, Luigi Londei, Luca Mannori, Dora Marucco, Aldo Mazzacane, Antonella Meniconi, Claudio Meoli, Marco Meriggi, Vincenzo Pellegrini, Carlos Petit, Nico Randeraad, Andrea Romano, Francesco Soddu, Francesca Sofia, Donato Tamblè, Giovanna Tosatti, Isabella Zanni Rosiello Coordinamento redazionale Saverio Carpinelli (responsabile), Carlo Bersani, Leonardo P. D'Alessandro, Marco De Nicolò, Laura Di Fiore, Daniela Felisini, Alessio Gagliardi, Oscar Gaspari, Chiara Giorgi, Maurizio Griffo, Federico Lucarini, Daniela Manetti, Michela Minesso, Luisa Montevecchi, Leonida Tedoldi, Silvia Trani, Fernando Venturini, Francesco Verrastro, Giovanni Zanfarino.
Direttore Guido Melis Vicedirettori Francesco Di Donato, Antonella Meniconi, Marco Meriggi Comitato scientifico Paolo Alvazzi del Frate, Livio Antonielli, Agostino Attanasio, Marc Olivier Baruch, Francesco Bonini, Sandro Bulgarelli, Mario Caravale, Paola Carucci, Madel Crasta, Piero Craveri, Werner Daum, Francesco Di Donato, Marina Giannetto, Enrico Gustapane, Filippo Liotta, Luigi Londei, Luca Mannori, Dora Marucco, Aldo Mazzacane, Antonella Meniconi, Claudio Meoli, Marco Meriggi, Vincenzo Pellegrini, Carlos Petit, Nico Randeraad, Andrea Romano, Francesco Soddu, Francesca Sofia, Donato Tamblè, Giovanna Tosatti, Isabella Zanni Rosiello Coordinamento redazionale Saverio Carpinelli (responsabile), Carlo Bersani, Leonardo P. D'Alessandro, Marco De Nicolò, Laura Di Fiore, Daniela Felisini, Alessio Gagliardi, Oscar Gaspari, Chiara Giorgi, Maurizio Griffo, Federico Lucarini, Daniela Manetti, Michela Minesso, Luisa Montevecchi, Leonida Tedoldi, Silvia Trani, Fernando Venturini, Francesco Verrastro, Giovanni Zanfarino.
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Le Carte e la Storia, rivista della Società per gli studi di storia delle istituzioni, è uno strumento di lavoro e di aggiornamento dedicato alla storiografia storico-istituzionale e ai suoi sviluppi, con speciale attenzione al suo... more
Le Carte e la Storia, rivista della Società per gli studi di storia delle istituzioni, è uno strumento di lavoro e di aggiornamento dedicato alla storiografia storico-istituzionale e ai suoi sviluppi, con speciale attenzione al suo rapporto con il patrimonio delle fonti. Il periodico sviluppa riflessioni di vasto respiro sulla storia delle istituzioni; raccoglie spogli sistematici di storia medievale e storia delle istituzioni moderne e contemporanee, elaborando schede che censiscono un ampio panorama della recentissima produzione libraria; offre analisi e segnalazioni degli strumenti per la ricerca, in particolare dei siti internet utili allo storico delle istituzioni; informa su convegni, seminari, gruppi di lavoro, riordinamenti archivistici e pubblicazioni di fonti.
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I Linguaggi delle istituzioni.Colloqui "Tullio De Mauro"
Secondo incontro. La lingua delle leggi, Roma, 8 giugno 2017
Scuola nazionale dell'amministrazione, via dei Robilant, 11
Secondo incontro. La lingua delle leggi, Roma, 8 giugno 2017
Scuola nazionale dell'amministrazione, via dei Robilant, 11